Abitare sostenibile: il potenziale delle biofibre circolari
Negli ultimi anni stanno prendendo forma nuovi approcci progettuali e architettonici volti a ripensare gli spazi abitativi, con l’obiettivo di ridurne l’impatto ambientale e migliorare il benessere delle persone che li vivono. Tra questi, la bioedilizia spicca per il suo obiettivo di realizzare edifici energeticamente efficienti, capaci di ridurre le emissioni e di offrire una migliore qualità abitativa, a partire dall’attenzione per l’intero ciclo di vita dell’edificio: dalla selezione delle materie prime, alla fase costruttiva e di utilizzo, fino alla demolizione.
March Materials promuove la bioedilizia attraverso la diffusione di materiali bio-based, circolari, locali e biodegradabili, sostenendo al contempo esempi virtuosi di architettura sostenibile tramite premi, competizioni e una raccolta di progetti realizzati. In questo modo incentiva l’adozione di materiali alternativi e più sostenibili rispetto a quelli tradizionali, favorendo pratiche costruttive orientate all’economia circolare e alla riduzione dell’impatto ambientale del settore edilizio.
Per l’edizione di quest’anno – che si concluderà l’11 luglio con la proclamazione del progetto vincitore – tra le proposte più interessanti emerge BOKO – A façade brings respiration with natural materials, realizzato dallo studio Joranmarisse Architecture.
Il progetto utilizza scarti di mattoni recuperati per creare un biocomposito in cocciopesto rosso impiegato come legante, evitando così l’utilizzo di ulteriori additivi minerali nelle pareti in hempcrete (calce e canapa). In questa nuova vita, colore e texture permettono all’edificio di ristabilire un legame con il contesto circostante, grazie a un design che dialoga anche con la fauna locale attraverso l’inserimento di finestre raggruppate e nuove cornici dotate di nidi per uccelli.
Sotto le gronde prende forma uno spazio di riparo e accoglienza, pensato per offrire agli abitanti una sensazione di casa e protezione. Ne nasce così una nuova facciata che non solo protegge e respira, ma racconta una storia e crea un rifugio capace di integrarsi con l’ambiente naturale.
Anche la ricerca dei materiali da costruzione si sta indirizzando verso le fibre vegetali, in purezza o provenienti da scarti agricoli, combinate con leganti naturali per dare vita a nuovi materiali per il building e l’interior. L’obiettivo è non solo ridurre la dipendenza dalle materie prime vergini, ma anche tagliare le componenti petrolchimiche abbattendo le emissioni di VOC e migliorando la qualità degli ambienti.
Tra le varie realtà che hanno messo in pratica tale approccio troviamo l’austriaca ParaStruct, che dal 2021 sviluppa soluzioni con l’obiettivo di sostituire materiali come OSB e MDF con alternative completamente riciclabili per l’edilizia e l’interior design. L’azienda realizza pannelli e materiali bio-based utilizzando residui vegetali e scarti biogenici combinati con leganti minerali a basse emissioni di carbonio.
ParaStruct si distingue per un approccio orientato all’ingegnerizzazione delle proprietà dei materiali, sviluppando miscele pronte all’uso che possono essere pressate in pannelli, mattoni o lastre, colate in forme libere, utilizzate come alternativa al gesso oppure impiegate nella stampa 3D, sia come elementi autonomi sia integrate a componenti esistenti.
Nell’ambito dell’architettura d’interni, un’alternativa ai tradizionali pannelli in compensato è questo materiale realizzato sovrapponendo sottili fogli di legno duro giapponese a strati di carta riciclata post-consumo colorata, proveniente da una regione del giappone storicamente legata alla produzione cartaria. Le impiallacciature lignee vengono ottenute tramite tornitura rotativa e successivamente laminate per creare pannelli multistrato all’interno di uno stabilimento alimentato da energia rinnovabile. La natura bio-based del materiale consente inoltre lo stoccaggio di carbonio biogenico, mentre l’impiego di risorse riciclate contribuisce a diminuire il consumo di materie prime vergini e la produzione di rifiuti.
Il materiale risulta facilmente scalabile e compatibile con utensili e macchinari standard per la lavorazione del legno, caratteristica che ne facilita l’impiego nella produzione di arredi, rivestimenti e soluzioni per interior design. Le sue applicazioni spaziano inoltre da mobili e complementi d’arredo fino a giocattoli e oggetti per uso quotidiano