Dai materiali allo spazio costruito. Contributi di Materially in progetti formativi.
In questa prima parte del 2026 Materially ha contribuito in più modi a incontri e progetti di formazione rivolti a giovani, ma anche a professionisti e addetti ai lavori. Ricordiamo qui alcune partecipazioni a eventi pubblici quali il webinar sui materiali bio-based realizzato da FLA e Spring Cluster; e la giuria del premio Avant-Garde di Packaging Première, nei quali Materially nella persona di Anna Pellizzari ha portato la propria expertise su sostenibilità e innovazione di materiali per il product design in due settori di grande rilievo per l’economia italiana.
Attività meno visibili sono quelle svolte all’interno di due esperienze formativi di più lunga durata: il progetto europeo UP-2-NEB e il master Architecture CO2=0 coordinato dalla Prof.ssa Raffaella Laezza di IUAV.
UP2NEB
UP2NEB è un progetto Erasmus+ che sviluppa un percorso di formazione per youth workers e giovani attraverso strumenti di co-design e metodologie partecipative, ispirato ai valori del New European Bauhaus (NEB).
Il NEB è un’iniziativa della Commissione Europea che promuove la trasformazione degli spazi di vita secondo tre principi: sostenibilità, inclusione e bellezza. L’obiettivo è sviluppare soluzioni innovative che migliorino la qualità della vita nelle città e nelle comunità attraverso processi partecipativi e interdisciplinari.
Dal 17 al 23 maggio 2026 presso Materially (in collaborazione con i partner di progetto CIAPE e STEP) abbiamo ospitato una settimana di mobilità internazionale dedicata al tema Prioritising the places and people that need it the most. La settimana è stata strutturata attraverso una metodologia di design thinking, articolata in fasi progressive: dalla scoperta e comprensione dei bisogni reali (attraverso osservazioni e interviste), alla definizione delle sfide, fino alla generazione di idee, sviluppo di concept e realizzazione di prototipi. Particolare attenzione è stata data al lavoro su contesti reali e all’utilizzo di risorse locali, con un approccio orientato alla trasformazione di problemi in opportunità progettuali, anche attraverso sperimentazioni materiali.
Tra le attività realizzate, è stato organizzato anche un tour della Bovisa, guidato da una guida del Museo BAU (Bovisa Arte Urbana). Durante la settimana sono stati inoltre coinvolti diversi ospiti esterni, tra cui il gruppo di ricerca del Politecnico di Milano Materials Design Practices for Transition, aiutando ad arricchire il dialogo tra ricerca, territorio e pratiche progettuali. La settimana si è conclusa con una presentazione aperta al pubblico, durante la quale sono stati condivisi i risultati del lavoro svolto. All’evento sono stati invitati il Comune di Milano e diverse aziende del territorio, favorendo un momento di confronto tra partecipanti, istituzioni e realtà locali sui temi affrontati e sulle soluzioni sviluppate.
Architecture CO2=0
Con il suo titolo programmatico, il master Architecture Carbon Zero nasce con l’obiettivo di contribuire a colmare un gap sempre più percepito nel mondo della progettazione: quello tra consapevolezza ambientale e strumenti concreti per tradurre questa sensibilità in pratiche implementabili. Un’esigenza particolarmente sentita dagli architetti che desiderano ridurre l’impatto ambientale del proprio lavoro, affrontando la transizione ecologica non come principio astratto ma come metodo progettuale.
Il tema, tanto attuale quanto complesso, viene affrontato attraverso un percorso formativo di dodici mesi che si sviluppa tra Venezia, presso la Università Iuav di Venezia, New York, presso il New York Institute of Technology, e le sedi di studi professionali e aziende che ospitano i partecipanti in esperienze di tirocinio sul campo. Una formazione internazionale e multidisciplinare pensata per mettere in relazione ricerca, progettazione e applicazione concreta.
Tra i moduli didattici del percorso, Material Balance approfondisce il ruolo dei materiali all’interno di una progettazione orientata al carbon zero. Curato da Daniela Amandolese- collaboratrice di Materially e dottoranda del Dottorato di Interesse Nazionale in Design – il modulo si concentra su materiali e strategie in grado di contribuire alla riduzione dell’impronta ambientale dell’architettura. Nel corso di quattro lezioni, integrate da una quinta giornata di approfondimento presso Materially, i masteristi hanno esplorato il potenziale dei materiali bio-based, dei living materials e delle applicazioni progettuali legate all’utilizzo di scarti e sottoprodotti, sempre con un focus specifico sulle strategie carbon zero. Il percorso ha affrontato temi quali la selezione di materiali locali e sostenibili, l’attivazione di filiere virtuose basate sui principi reduce, reuse, repair, recycle, l’adattamento delle scelte materiche ai contesti geografici e produttivi e l’analisi di materiali a basse emissioni.
L’obiettivo del modulo è fornire ai partecipanti strumenti concreti e criteri di valutazione applicabili ai nove progetti di recupero e nuova costruzione sui quali i masteristi stanno lavorando, aiutandoli a integrare aspetti ambientali, tecnici e territoriali all’interno delle proprie decisioni progettuali.
Un momento di confronto particolarmente significativo si è svolto il 19 maggio durante la visita a Materially, occasione per entrare in contatto diretto con materiali e approcci applicativi, trasformando i contenuti affrontati in aula in un’esperienza tangibile di esplorazione e dialogo tra ricerca e ricerca applicata.