Tre soluzioni innovative biodegradabili per il packaging
La biodegradabilità è diventata un aspetto sempre più rilevante, soprattutto a causa della crescente preoccupazione per il rilascio di microplastiche nei mari, negli oceani e negli ecosistemi marini derivante dagli imballaggi tradizionali in plastica. Tuttavia non tutti i materiali definiti “sostenibili” o “bio-based” (derivati parzialmente o totalmente da risorse rinnovabili) sono necessariamente biodegradabili. Sebbene progettati per ridurre l’impatto ambientale, questi materiali possono comunque frammentarsi in condizioni specifiche, soprattutto se esposti al calore o smaltiti in modo non corretto.
Tra le varie realtà questo settore, è l’italiana start up SMUSH Materials che, fondata nel 2024, ha la missione di trasformare scarti agricoli locali in imballaggi industriali progettati per scomparire, riducendo l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita.
Il packaging di SMUSH fa parte di una nuova generazione di materiali compositi circolari progettati per sostituire la plastica monouso, in particolare le schiume ed espansi (EPS, EPP, EPE), nelle applicazioni industriali e di design.
I materiali nascono dalla combinazione di sottoprodotti agricoli e micelio fungino, trasformati attraverso un processo proprietario di fermentazione in componenti strutturali 100% compostabili, certificati TÜV Austria OK Industrial Compost.
Il risultato è un materiale leggero ma ad alta resistenza meccanica, naturalmente shock-absorbing, con prestazioni comparabili all’EPS e fino al 90% di emissioni di CO₂ in meno. Le soluzioni sono progettate per essere price-competitive e allineate alle future direttive europee (PPWR e CE).
Un’altra soluzione innovativa è il packaging realizzato a partire da foglie di palma non trattate, uno scarto agricolo derivante dalla raccolta delle noci di Areca. Il processo produttivo inizia con il recupero delle foglie che, invece di essere bruciate – con conseguente rilascio di CO₂ nell’atmosfera – vengono immerse in acqua e successivamente pressate ad alte temperature all’interno di stampi di diverse forme, così da ottenere varie tipologie di packaging in alternativa ai tradizionali contenitori alimentari in plastica.
La produzione avviene senza l’utilizzo di agenti chimici e dà origine a un materiale resistente, privo di PFOA e PFAS, naturalmente impermeabile a liquidi e grassi per diverse ore grazie al cosiddetto “effetto loto” tipico delle foglie di palma. Questa resistenza può essere ulteriormente migliorata mediante l’applicazione di coating compostabili. Il materiale è inoltre conforme al regolamento REACH, certificato carbon neutral compostabile sia a livello industriale, sia in compost domestico e da giardino.
Un’altra possibile soluzione consiste nel rendere biodegradabili le plastiche poliolefiniche, comunemente impiegate nel packaging e negli imballaggi alimentari. A questo scopo è stato sviluppato un masterbatch composto per l’80% da ECO⁺™, un additivo brevettato contenente batteri oleofili in grado di nutrirsi di oli, e per il restante 20% da lolla di caffè essiccata. Quest’ultima viene acquistata da produttori locali con l’obiettivo di sostenere il commercio equo e solidale e, allo stesso tempo, ridurre il problema della combustione dei residui agricoli.
L’impiego di questo masterbatch nel processo di compounding consente alle aziende di produrre plastiche biodegradabili a costi contenuti, mantenendo elevate prestazioni meccaniche e funzionali. L’additivo è stato testato da MTEC, che ne ha certificato la biodegradabilità attraverso test condotti in discarica, senza rilevare rilascio di microplastiche. In questo modo, imballaggi rigidi e packaging destinati al settore alimentare potrebbero essere riutilizzati riducendo l’inquinamento delle acque e garantendo una maggiore sicurezza sia per l’ambiente sia per la salute umana.
Tra le soluzioni a basso impatto ambientale più innovative, merita una menzione speciale l’azienda italiana Qwarzo, premiata nel 2024 a Packaging Première per aver sviluppato un coating minerale privo di PFAS, in grado di rivestire i materiali in carta per il packaging monouso senza comprometterne la riciclabilità.
In occasione di Packaging Première, Materially sarà presente dal 19 – 21 maggio presso la Hall3 – Stand C81. Inoltre sarà partner nell’assegnazione del premio Avant-Garde dedicato ai materiali innovativi. Vieni a trovarci!