Progettati per scomparire: la biodegradabilità come valore
In un periodo caratterizzato da crescenti preoccupazioni ambientali, i progetti più innovativi sono quelli concepiti per non lasciare alcuna traccia al termine del loro ciclo di vita. Questi materiali “progettati per scomparire” stanno gradualmente entrando nella vita quotidiana attraverso prodotti che offrono prestazioni pari, se non superiori, a quelle dei materiali convenzionali.
In questa nuova prospettiva, la biodegradabilità non è più vista come un limite, ma come un elemento fondamentale del design; un approccio che abbraccia il principio del ritorno dei materiali alla terra.
Un esempio di questo approccio sono le lampade Circular Skin, realizzate a partire da scarti alimentari. Sviluppato dallo Studio Kloak con sede a Chicago, guidato dalla professoressa CoCo Ree Lemery della University of Illinois Urbana–Champaign, il progetto introduce un materiale biodegradabile ad alte prestazioni derivato da uno dei sottoprodotti alimentari più comuni al mondo: le bucce di cipolla. Presentato in collaborazione con Materially durante la Milan Design Week 2026, il lavoro esplora la caratteristica traslucenza organica del materiale attraverso una serie di prototipi dedicati alla luce, creando un ponte tra scarti alimentari e design scultoreo.
Il materiale conserva la struttura fibrosa naturale e le variazioni cromatiche delle bucce di cipolla, dando vita a una superficie visivamente ricca e al tempo stesso strutturalmente adatta ad applicazioni illuminotecniche. Producendo esclusivamente in-house e con un processo DIY che evita l’uso di sostanze tossiche o nocive, la designer riesce a dare una nuova vita a sottoprodotti agricoli generalmente scartati sia a livello domestico sia industriale. Attraverso un metodo proprietario di stratificazione, legatura ed essiccazione, il materiale diventa completamente biodegradabile.
Leggero, traslucido e altamente adattabile, può essere modellato in forme scultoree per lampade. Trasformando un semplice scarto alimentare in un materiale funzionale per l’illuminazione, il progetto ridefinisce il concetto di rifiuto come risorsa preziosa e invita a una riflessione critica sui materiali tradizionalmente estrattivi utilizzati nel lighting design, come l’alabastro o la pietra stalattitica.
Oltre alla riduzione dei rifiuti, un altro tema dà ragione e senso alla progettazione di oggetti realizzati con materiali biodegradabili: la sicurezza per la salute e per l’ambiente. A differenza delle plastiche convenzionali, alcune tipologie di plastiche bio-based infatti non rilasciano sostanze chimiche nocive nell’acqua né nel nostro organismo.
In questo contesto, Balena, startup fondata nel 2020, sta ridefinendo il settore della moda e del lifestyle sostituendo le plastiche tradizionali con BioCir®, una famiglia di materiali termoplastici bio-based avanzati. Progettato a partire da polimeri biodegradabili ad alto peso molecolare e materie prime rinnovabili, BioCir® è pensato per evitare il problema del rilascio di microplastiche nell’ambiente, negli animali e nell’uomo.
La gamma BioCir® comprende BioCir® Flex, BioCir® Flex3D, BioCir® X e BioCir® Foam, ciascuno sviluppato per garantire prestazioni reali, una composizione chimica più sicura e percorsi di fine vita chiaramente definiti, mantenendo al contempo la piena compatibilità con i processi industriali standard. Derivati da risorse rinnovabili come semi di ricino, oli naturali e polisaccaridi, questi materiali sono progettati per massimizzare il contenuto bio-based senza compromettere performance o scalabilità.
A differenza delle plastiche convenzionali, che possono persistere nell’ambiente per secoli, i materiali BioCir® possono essere metabolizzati dai microrganismi in sostanze innocue in diversi contesti ambientali, riducendo significativamente l’accumulo a lungo termine di microplastiche.
Sei un produttore di materiali innovativi o stai progettando un nuovo materiale? Vieni a trovarci per farceli conoscere.