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Produrre diversamente: la trasformazione sostenibile dell’industria

La trasformazione sostenibile dell’industria non passa necessariamente dall’abbandono dei processi esistenti, ma dalla loro capacità di evolvere. Nuovi materiali, tecnologie e approcci produttivi stanno infatti entrando in processi consolidati, permettendo di ridurre l’impatto ambientale senza compromettere le prestazioni. Dalla formatura delle fibre di cellulosa allo stampaggio a iniezione, fino alla manifattura additiva, sono sempre più numerosi gli esempi di come ripensare il modo in cui produciamo.

Imballaggi sostenibili con fibre di cellulosa e Dry Molded Fiber

Material ConneXion #MC 1141401

Il primo esempio riguarda una tecnologia di formatura delle fibre cellulosiche che consente ai produttori di imballaggi di sviluppare soluzioni innovative e a minor impatto. Il processo si basa su una linea di produzione versatile e modulare, progettata per volumi elevati. Consente di gestire sia applicazioni standard che formati specifici, permettendo di adattare e scalare la capacità della singola linea. Il sistema converte la polpa di carta o i fogli di cellulosa in imballaggi tramite un processo a secco in un’unica fase, caratterizzato da consumi energetici ridotti e da un minore impatto ambientale. La resa produttiva scala in funzione delle dimensioni della pressa impiegata, permettendo di incrementare i volumi con macchinari più grandi. Il processo Dry Molded Fiber trasforma la cellulosa in imballaggi resistenti e biodegradabili senza l’impiego di acqua, calore o additivi chimici, ponendosi come alternativa alla plastica con costi e consumi inferiori.

Materiali bio-based per lo stampaggio a iniezione

Material ConneXion #MC 1356402

Un secondo caso è costituito da un materiale composito in PE e PP bio-based formulato per lo stampaggio a iniezione ad alte prestazioni. La miscela combina il 25% di polietilene di origine biologica con polipropilene, talco e additivi, per bilanciare la resa meccanica con la riduzione dell’impatto ambientale. La composizione del materiale supporta fino a quindici varianti cromatiche, adattandosi a diverse tipologie di impiego. 

Estruso in pellet su scala industriale, questo composito sostituisce parte del polietilene tradizionale di derivazione fossile con un’alternativa bio-based, dimostrando la compatibilità tecnica tra produzione in grandi volumi e contenimento delle emissioni.

Manifattura additiva e scarti di legno con il binder jetting

Material ConneXion #MC 1104301

L’ultimo esempio riguarda una tecnica alternativa di lavorazione del legno che sfrutta la tecnologia binder jetting per produrre componenti leggeri, resistenti e isotropi a partire da scarti industriali della filiera del legno. Il binder jetting è un processo di produzione additiva che recupera gli scarti, come la segatura, depositando in modo selettivo un legante bio-based liquido su un letto di polvere, strato dopo strato. Questa tecnologia consente di realizzare articoli in legno su larga scala, facilitando la gestione digitale dell’inventario e la personalizzazione dei lotti. In questo modo si impiegano risorse generalmente destinate alla discarica o all’incenerimento, ottenendo prodotti finali a ridotta impronta di carbonio. 

L’uso della produzione additiva permette, inoltre, di creare strutture interne complesse e forme organiche, difficili da realizzare o caratterizzate da un elevato tasso di scarto se prodotte con le tradizionali tecniche ad asportazione di truciolo.

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