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Olimpiadi 2026 e l’evoluzione green dei materiali per lo sport

Oggi ha inizio l’evento globale delle Olimpiadi 2026, un appuntamento imperdibile che, a ogni edizione, attira milioni di visitatori da ogni parte del mondo. Se da un lato questo spettacolo unico offre esperienze indimenticabili tra scenari iconici e cerimonie suggestive, dall’altro genera un impatto ambientale rilevante, legato alle elevate emissioni di CO₂ e al notevole consumo di energia e risorse idriche.

È proprio in risposta a queste sfide che sono nate iniziative come Now 26, con l’obiettivo di coordinare e valorizzare azioni concrete volte a ridurre l’impatto ambientale degli eventi, promuovere un turismo responsabile tutelando i diritti umani e lasciando un’eredità positiva alle future generazioni.

Non solo: la sostenibilità ha progressivamente coinvolto anche gli sport in senso stretto, entrando non solo nel prodotto finale, ma incidendo in modo sempre più profondo su materiali, processi produttivi e fine vita delle attrezzature. Snowboard e componenti sportivi diventano così vere e proprie piattaforme di sperimentazione avanzata, dove economia circolare, materiali bio-based e riduzione dell’impronta carbonica convivono con requisiti prestazionali estremamente elevati.

Image courtesy of Jones Snowboards

Uno dei primi brand a confrontarsi con il tema della sostenibilità, è Jones Snowboards, che ha innovato il proprio ciclo produttivo recuperando vecchie tavole da snowboard attraverso il processo di riciclo Re-Up Tech. L’azienda è infatti in grado di realizzare tavole da snowboard dalle alte prestazioni, utilizzando fino al 95% dei materiali di una tavola dismessa.

Le lamine in acciaio vengono rimosse e riciclate, mentre la maggior parte della tavola viene tagliata e riutilizzata per realizzare i rinforzi – storicamente in fibra di carbonio, kevlar o legno pregiato – delle nuove tavole. Sei tavole appiattite, di qualsiasi brand o composizione, vengono quindi impilate, incollate e pressate per creare un sandwich di 24 strati. Il sandwich viene infine tagliato in strati sottili che verranno poi inseriti come rinforzi prestazionali all’interno della tavola.

Il materiale finale risulta rigido e resistente, con performance equivalenti a quelle di un prodotto realizzato con materiali vergini. In questo modo, il brand, in collaborazione con SWS Board Technology – produttore delle tavole Jones e da sempre impegnato nella ricerca di processi produttivi più sostenibili – rappresenta un esempio concreto di circolarità a basso impatto, realizzato attraverso un prodotto di valore e duraturo nel tempo.

Image courtesy of Carbon Standards International

Un’altra azienda che ha introdotto miglioramenti significativi ai propri prodotti per rispondere alle problematiche ambientali è la svizzera Oxess. Dal 2022, l’azienda collabora con l’Ithaka Institute for Carbon Strategies per migliorare le proprietà fisiche dei propri snowboard attraverso l’impiego di una tecnologia brevettata di nano-carbon injection. Il carbonio utilizzato viene estratto direttamente dall’atmosfera, rendendo ogni tavola una piccola ma significativa azione concreta contro il cambiamento climatico.

Oxess impiega infatti tecnologie NanoCarbon e biochar (un materiale poroso e carbonioso prodotto dalla biomassa vegetale), dando vita alla serie C-Sink, caratterizzata da elevate prestazioni dinamiche e meccaniche, grazie a un rapporto resistenza-peso particolarmente elevato. Questo si traduce in una riduzione delle perdite di energia, maggiore flessibilità e una superiore resistenza agli impatti, ottimizzando l’efficienza cinematica e le prestazioni dell’atleta nelle attività sportive dinamiche.

Image courtesy of Extreme Ski Co

Un ultimo esempio è rappresentato dall’azienda svedese Extrem Ski Co che, in collaborazione con Skistar, ha lanciato il Progetto 83 Eco per la stagione invernale 2025/26.

Il Project 83 Eco è infatti considerato lo sci più sostenibile al mondo, prodotto al 100% con energia rinnovabile  priva di combustibili fossili da impianti idroelettrici locali. Realizzato interamente nello stabilimento di Åre, fin dall’inizio l’obiettivo è stato creare uno sci con la massima percentuale possibile di materiali bio-based e riciclati, senza comprometterne longevità e prestazioni. Lo sci è composto per il 70% da ABS riciclato, 50% da basi riciclate, 50% da topsheet riciclati e 20% da lamine in acciaio riciclato.

Dal 2020 l’azienda ha investito in una soluzione efficiente per recuperare il calore in eccesso prodotto dai macchinari e per ridurre al minimo gli scarti dei nuclei in legno utilizzati per gli sci, riutilizzandoli nel sistema di teleriscaldamento locale. Grazie a queste innovazioni, il Project 83 Eco è probabilmente lo sci più sostenibile al mondo, con un’impronta di carbonio inferiore a 28,8 kg di CO₂ per paio.