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Gli sport che non ti aspetti (e i materiali che li fanno funzionare)

Leggerezza, attrito controllato, resistenza meccanica e aerodinamica: sono alcuni tra i parametri che guidano lo sviluppo dei materiali negli sport invernali. Le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 offrono lo spunto per analizzare come tali soluzioni vengano adottate in alcune discipline di nicchia, ma ad alto contenuto tecnologico.

Il curling, sport apparentemente molto tradizionale, ha beneficiato di significativi sviluppi nei materiali. Lo scopetto utilizzato per lo “sweep” presenta oggi manici in fibra di carbonio e teste in schiume poliuretaniche rivestite con tessuti sintetici ad alta resistenza, come il Nylon Oxford 420D. Nel 2015, l’introduzione della IcePad – caratterizzata da tessuti tipo Cordura con rivestimenti in PU o PVC e da uno strato plastico rigido interno – ha generato il cosiddetto “Broomgate”: la capacità dello scopetto di micro-incidere il ghiaccio alterava eccessivamente la traiettoria della pietra, portando la World Curling Federation a vietarne l’uso in gara.

Anche le calzature sono altamente specializzate: asimmetriche, una con suola scorrevole in teflon rinforzato o acciaio e l’altra in gomma ad alta resistenza all’abrasione.

Restano invece invariati i materiali delle pietre utilizzate in questo sport, ricavate esclusivamente dal granito dell’isola scozzese di Ailsa Craig, nelle varietà “common green e blue hone”, e apprezzate per la loro stabilità termica e strutturale.

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Nel bob, disciplina in cui si superano i 130 km/h, la progettazione è fortemente orientata a aerodinamica e controllo. Le slitte moderne utilizzano carenature in materiali compositi, con fibre di carbonio o di vetro, che garantiscono elevata resistenza meccanica, flessibilità e facilità di sostituzione dei componenti. Il telaio è costituito da strutture in acciaio, mentre i pattini, anch’essi in acciaio al carbonio non rivestito, influenzano direttamente prestazioni e manovrabilità. La temperatura dei componenti è rigidamente regolamentata: se quest’ultimi infatti superano determinati valori, questo può comportare la squalifica della squadra per riduzione dell’attrito sul ghiaccio.

L’equipaggiamento degli atleti comprende infine tute aderenti in elastan per minimizzare la resistenza aerodinamica e maglie in kevlar, progettate per proteggere da abrasioni e ustioni in caso di urti o ribaltamenti.

Image courtesy of Athletics 3D

Nel biathlon, sport che combina sci di fondo e tiro con la carabina, uno degli ambiti di sviluppo più recenti riguarda le scioline, oggi formulate con composti atossici e privi di fluorurati, in risposta sia a esigenze ambientali sia alle normative internazionali. 

Il cuore tecnologico del biathlon risiede nella carabina calibro .22 utilizzata dagli atleti per il tiro al bersaglio, in particolare nel calcio, che integra impugnatura e appoggi per spalla e mento. Questo componente deve essere il più leggero possibile e viene realizzato con legni selezionati, fibra di carbonio o persino tramite stampa 3D. Molti produttori offrono versioni personalizzate dell’intero calcio o dei singoli elementi in plastica, per ottimizzare ergonomia e stabilità. Inseriti in titanio permettono inoltre di ridurne ulteriormente il peso senza compromettere la rigidità.

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