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Progettare l'impatto per ottenere sostenibilità

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Artisti e progettisti ci hanno educato ad apprezzare le proporzioni, ma la nostra intera esistenza è incessantemente attraversata da eventi sproporzionati.

Un virus tanto piccolo da risultare sulle prime impercettibile, sviluppa in un lampo il cataclisma sanitario, sociale, economico.

La complessità funziona così.

Nei sistemi complessi non vi è alcuna relazione diretta tra le dimensioni di un fenomeno e l’ampiezza dell’impatto che quel fenomeno può generare.

Sebbene le città - tutte, indipendentemente dalle dimensioni deI costruito - siano sistemi complessi, i piani regolatori urbani sono ancorati a un determinismo che ha rivelato in queste settimane la sua infondatezza.

Colpisce l’ingenuità dei propositi che animavano tanti cultori della smart city, abbagliati dagli incanti dell’high-tech che avrebbero reso ogni città super-intelligente. È stato sufficiente un evento inizialmente microscopico per innescare una sequenza imprevedibile di cause ed effetti che hanno mostrato la vulnerabilità dei sistemi tecnologici, a fronte della miracolosa resilienza degli organismi.

Le città che abbiamo presunto intelligenti hanno reagito nel modo più infantile, costringendo alla clausura l’intera cittadinanza, tutte le smart city trasformate in un deserto.

 

milano lockdownImage courtesy ©Fotogramma

 

Difficile constatare una negazione più recisa dell’immaginario urbano. Dei tre elementi che caratterizzano da sempre la nostra ricerca - people, technology, materials - è il fattore umano quello che ne esce meglio. Una epifania.

Si chiama IMPATTO questa caratteristica degli ambiti complessi, cui non tutti avevamo fatto caso a sufficienza. Effetto farfalla, così viene etichettato dagli appassionati della divulgazione scientifica. Eterogenesi di qualsiasi fine naturale, spesso anche dell’intenzione umana.

Occorre chiedersi con urgenza se ci è possibile governare gli impatti.

Quando ci ricordiamo che l’incertezza pregiudica l’intento umano, come possiamo alimentare la convinzione - del resto indispensabile - che il progetto determini gli esiti attesi? Ogni azione produce impatti immediati e impatti differiti.

Come abbiamo segnalato in occasione dell’anteprima Smart City di ottobre 2019, occorre un progetto capace di lungimiranza per presidiare i primi (più remunerativi) senza trascurare i secondi (più sostenibili).

Ora ci troviamo nuovamente a ragionare d’impatto, per presentare uno strumento che valuta l’impatto che il progetto architettonico e urbanistico genera sulla collettività degli umani, lo SROI - Social Return On Investment.

Illustreremo un caso di studio che mostra le potenzialità di un approccio al progetto che prefigura i cerchi generati dai sassi prima che essi vengano scagliati e favorisce il dialogo con tutti coloro che, in modo diretto o indiretto, vengono raggiunti da ogni singolo dettaglio progettuale.

Ci vediamo online (grazie alla tecnologia telematica, va riconosciuto) in occasione della Milano Digital Week: il 26 maggio dalle 14.30 alle 16.30 per ascoltare 10 protagonisti dell’Impact-Driven Design. La partecipazione prevede il riconoscimento di 2 crediti formativi per gli Architetti.

Leonardo Previ, Sustainability Manager Starching

 

DEFSmart City 04


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