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The alchemic laboratory alive and regenerative materials - Materially

Il Laboratorio Alchemico: materiali vivi e rigenerativi

Se il Padiglione Italia della 23esima Triennale presenta opere di designer italiani del XX Secolo in un percorso storico lineare, la mostra che lo conclude spazialmente mette in discussione ciò che oggi consideriamo “materiale” e il concetto stesso di “materia”, dando accesso a parte del lavoro condotto dal team di Ingrid Paoletti al Politecnico di Milano.

Nei secoli l’alchimia è stata la disciplina devota alle profonde questioni sulla materia e i materiali. E’ infatti un Laboratorio Alchemico contemporaneo il luogo in cui i processi scientifici, lineari e prevedibili che assumiamo far parte della trasformazione della materia, lasciano spazio a processi e materiali che tendono a sfumare i confini tra la nostra definizione di vivo e inanimato, naturale e artificiale, estratto e coltivato.

Qui vengono descritte le proprietà autorigeneranti dei materiali artificiali, che stimolano interrogativi circa le invenzioni in questo settore e su ciò che è comunemente considerato materia inanimata. Viene presentato un blocco di cemento autorigenerante, dove speciali materiali polimerici sotto forma di fibre o capsule, contenenti liquidi e dispersi nella matrice di cemento, imitano la guarigione delle ferite del corpo mediante la secrezione di qualche tipo di materiale, nel caso di formazione di crepe.

 
 
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Campione in cemento autorigenerante


 

Il muschio viene poi utilizzato come esempio di estrazione di energia rinnovabile a partire dalla vegetazione: grazie alla cosiddetta tecnologia biofotovoltaica, gli elettroni dei sottoprodotti del processo di fotosintesi vengono raccolti e quindi utilizzati per creare una corrente in grado di alimentare semplici dispositivi elettronici come i display digitali.

Foto 02 03 Parete di muschio e display alimentato dai prodotti del processo di fotosintesi

 

Infine, materiali autoprodotti, autoassemblati e biofabbricati rappresentano il fulcro del paradigma tra ciò che è considerato inerte e ciò che è considerato vivo. È il caso delle strutture batteriche a base di cellulosa e del micelio ad auto accrescimento, materiali ingegnerizzati per diventare elementi costruttivi o decorativi.

Alla fine, rinunciando in parte al nostro controllo totale sui processi, riconoscendo una nuova cultura di una materia consapevole e comprendendo la ragione delle strutture naturali, potremmo aprire la porta alla nostra immaginazione, verso l’inaspettato e verso la vitalità creativa della natura.

2 Foto 04

Strutture in Cellulosa Batterica come elementi decorativi

All’interno della Library di Material ConneXion si possono trovare molti materiali presenti sul mercato con queste caratteristiche: dai materiali autorigeneranti a quelli ad autoaccrescimento e molto altro. Scopri il servizio

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